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Come nasce la
protezione civile? I volontari
esistevano già da molto prima che si parlasse di protezione civile, basti
pensare ai vigili del fuoco, alle varie croci di soccorso e trasporto
malati. Solo dopo le grandi calamità ci si è resi conto della necessità di
istituire e disciplinare la Protezione Civile in Italia. In particolare, si
è cominciato a parlare dei volontari di Protezione Civile dopo il terremoto
dell’Irpinia, quando migliaia di soccorritori sono partite da tutta Italia rispondendo all’invito del Presidente
Pertini.
Quell’esperienza
va ricordata perché esaltante: in tutti gli ambienti di lavoro, in tutte le
comunità ci si è fermati, ci si riuniti e ci si è chiesti concretamente
come essere di aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto.

Da ogni luogo
sono partite colonne di soccorso spesso senza saper dove, come avrebbero
operato e con che mezzi. Unica cosa certa la volontà di essere di aiuto.
Un
potenziale grandissimo, ma non sempre all’altezza delle necessità e delle
attese. Infatti si sono avuti anche sprechi, disguidi, carenze,
inefficienze.
La
volontà da sola non basta. Servono anche organizzazione, preparazione,
competenza.
Da allora
sono stati fatti tanti passi sia da un punto di vista legislativo sia da un
punto di vista
organizzativo.
La legge 225 del 92 ha istituito il servizio nazionale di protezione civile
con compiti di: previsione, prevenzione, soccorso e superamento
dell’emergenza e vengono assegnate le relative competenze e responsabilità.
Le
associazioni di volontariato compaiono per la prima volta come “componenti
del Servizio nazionale di protezione civile” e le loro organizzazioni
vengono messe nelle“strutture operative”, allo stesso piano delle altre
strutture.
Al comune
ed al sindaco sono assegnate competenze locali, dando la possibilità di
dotarsi di strutture proprie di protezione civile. Inoltre “al verificarsi
dell’emergenza nell’ambito del territorio comunale, il sindaco assume la
direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alle
popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari dandone immediata
comunicazione al prefetto e al presidente della giunta regionale …”
Poi leggi
e regolamenti regionali hanno poi attribuito ulteriori compiti anche in
materia di previsione e prevenzione dei rischi nell’ambito del territorio
comunale.
I vari
comuni hanno risposto a queste responsabilità costituendo dei propri gruppi
comunali di protezione civile oppure stipulando delle “convenzioni” con
associazioni esistenti.
I gruppi
comunali sono istituiti dal sindaco ed operano direttamente alle sue
dipendenze.
Le
associazioni di Protezione Civile operano su chiamata oppure a seguito di
una convenzione con la struttura locale (comune o ente).
I gruppi
comunali hanno il vantaggio di essere direttamente controllabili ed
utilizzabili dall’amministrazione comunale.Le associazioni essendo
indipendenti possono essere meno controllabili ma spesso vantano
un’esperienza operativa consolidata,hanno uomini preparati e mezzi
adeguati. Sono impiegabili da subito.
Creare un
gruppo e renderlo operativo non è una cosa semplice e neppure immediata.
Inoltre
le associazioni hanno anche altri indubbi vantaggi:
-
Possono
aggregare persone che vengono da comuni differenti.
-
Hanno
persone di ogni provenienza sociale, politico e culturale.
-
Garantiscono
continuità anche in caso di cambiamenti politici.
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Essendo
indipendenti possono essere di stimolo e di verifica dell’operato delle
autorità preposte.
-
Possono
operare in altri ambiti e mettere a confronto esperienze differenti.
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Possono
curare una particolare specializzazione.
Le
associazioni possono operare con i comuni e con gli enti o su chiamata in
caso di bisogno o stipulando una convenzione, concordando a priori i servizi
richiesti e le relative modalità operative.
La
convenzione è sicuramente la modalità migliore sia per l’associazione che
per l’amministrazione comunale o ente interessato, in quanto permette una
programmazione delle risorse, una loro specializzazione, un approfondimento
specifico ed un addestramento adeguato.
Questo
garantisce da un lato la sicurezza di un servizio adeguato non solo in caso
di allerta od emergenza, ma anche nell’opera di previsione e prevenzione.
Infatti insieme possono essere elaborate le strategie di gestione ed
intervento sul territorio, soprattutto agendo su tre fattori:
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Prevenzione
a lungo termine, agendo sull’educazione e la diffusione di una cultura di
protezione civile e sulla conoscenza del territorio e dei suoi rischi.
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Prevenzione
a medio termine, progettando opere di difesa rispetto al rischio
individuato ed istituendo servizi di monitoraggio delle situazioni critiche
-
Prevenzione
a brevissimo termine, studiando sistemi di preannuncio ed allertamento e
sviluppando esercitazioni pratiche che permettano interventi rapidi ed
efficaci.
E’ chiaro
che questa azione non può essere ottenuta solo con lo strumento della
convenzione, infatti l’intervento su chiamata non è programmabile e può far
fronte solo alle emegenze immediate.
Dalle
convenzioni dipende la qualità dell’azione delle associazioni di protezione
civile: avendo un quadro ben chiaro di intervento è possibile la
specializzazione, l’approfondimento, l’esercitazione che rendono più
qualificante l’azione dell’associazione nel suo complesso ed l’esperienza
del singolo volontario diventa più gratificante e stimolante anche
per chi si avvicina per la prima volta.
Le associazioni
inoltre potrebbero contare su entrate costanti e regolari, evitando una
dispersione di risorse in iniziative dedicate al reperimento di fondi
indispensabili alla sopravvivenza dell’associazione stessa.
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