PROTEZIONE CIVILE IMBERSAGO

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INCENDIO BOSCHIVO                                                                              Home (à)

 

COME INIZIA E SI PROPAGA

PUÒ BASTARE IL MOZZICONE DI UNA SIGARETTA

Con vegetazione secca basta una piccola sorgente di calore

per scatenare un incendio, il vento poi lo propaga velocemente

 

Generalmente gli incendi avvengono in estate, quando da settimane non piove e quando il continuo calore solare fa evaporare buona parte dell’acqua trattenuta dall’humus e dalle piante; in questo caso molte piante del sottobosco si seccano, l’erba ingiallisce e le foglie degli alberi cominciano ad “accartocciarsi”. In questa situazione basta una piccola sorgente di calore per scatenare il disastro.

Nell’Italia del Nord si può innescare un incendio anche in inverno a causa della siccità determinata dall’aria secca e dal vento freddo, che accelera il disseccamento dell’erba e fa evaporare l’acqua trattenuta dall’humus.

 

 

Le condizioni che influenzano l'inizio e la propagazione dell'incendio, sono principalmente rappresentate:

Ø       dalla quantità d'acqua che si trova nei tessuti delle piante, che può variare dal 2 al 200%nei tessuti morti, in dipendenza delle condizioni atmosferiche ed in particolar modo dell'umidità relativa dell'aria;

Ø       dal vento, che oltre a favorire l'afflusso dell'ossigeno, quale comburente, determina l'avanzamento della linea del fuoco, provoca il preriscaldamento del materiale legnoso e quindi nuovi punti d'inizio e di continuazione del fuoco;

Ø       dalla quantità, dimensioni, disposizioni dei materiali combustibili, i quali, se sottili e non pressati, offrono maggiore superficie esterna all'ossigeno comburente.

 

Ma quale è la sorgente di calore che può innescare un incendio? In periodi molto siccitosi può bastare una sigaretta ancora accesa lasciata cadere tra l’erba secca, scintille che escono da tubi di scappamento e dalle ruote dei treni in corsa, fuochi accesi per giocare o per cucinare e poi non spenti bene, fuochi accesi dai contadini per bruciare le stoppie dopo la mietitura: questi si chiamano eventi colposi cioè effettuati senza intenzione criminale, ma comunque causa d’incendio. Poi, purtroppo, ci sono incendi di natura dolosa, cioè determinati intenzionalmente dagli uomini, I motivi in questi casi sono per esclusivi interessi personali. Infatti brucia il pastore perché poi dalle ceneri del bosco con le prime piogge crescerà un’erba tenera e nutriente per le proprie pecore; brucia lo speculatore edilizio che, nonostante l’esistenza di leggi che sanciscono il divieto di costruzione in terreni boscati bruciati,spera nella complicità di qualche amministrazione comunale per eludere la legge; brucia chi vuol danneggiare zone di interesse naturalistico al fine di dirottare, dopo il disastro, i turisti in altre aree con minori valori naturalistici e paesaggistici; bruciano poi i piromani, persone malate che nel divampare delle fiamme provano sensazioni di piacere.

L’incendio di un bosco non esplode improvvisamente, infatti inizia con il fuocobasso, che interessa erba secca, lettiera con foglie marcescenti, piccoli arbusti come le ginestre e cespugli, passa poi al fuoco medio che avvolge piccoli arbusti, alberi da frutto e le chiome più basse di alberi adulti e termina infine con il fuoco generale in cui viene coinvolto un intero bosco o parte di esso. Dalla prima fase (fuoco basso), alla terza (fuoco generale), intercorre sempre un certo tempo che può variare a seconda dell’ora del giorno (le ore più pericolose sono dalle 11 di mattina alle 18, quando il sole è più caldo), del vento presente e della pendenza del terreno (brucia più velocemente un bosco lungo un declivio di una collina o di una montagna, anziché un bosco sito in pianura). In termini reali dal primo focolaio all’incendio vero e proprio possono passare dai 30 minuti all’ora e mezza.

Un intervento tempestivo in questa delicata fase può scongiurare il disastro. Infatti su di un incendio “basso” bastano pochi volenterosi muniti anche solo di frasche verdi e di un po’ d’acqua per soffocare l’incendio. Sugli incendi boschivi medi e generali, servono squadre specializzate come quelle dei forestali o dei vigili del fuoco.

 

 

 
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Articolo ricavato da materiale del CORPO FORESTALE DELLO STATO – Servizio AIB

Per maggiore approfondimento: www.corpoforestale.it/aib

 

 

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Incendio Boschivo

 

Attenzione allo stato di massima pericolosità

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La vegetazione secca costituisce un ottimo combustibile…..
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Può bastare il mozzicone di una sigaretta……

 

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