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L’importanza del monitoraggio del territorio:

Un compito importante per la Protezione Civile

LASCIARE IL TERRITORIO SENZA CONTROLLO
AUMENTA IL RISCHIO DI CALAMITA’ ED INCIDENTI

 

 

Da qualche tempo si sta affermando il convincimento che per evitare disastri ambientali qualifrane, smottamenti o incendi boschivi, per evitare cioè il dissesto idrogeologico, sia necessario se non primario l’intervento della Protezione Civile nel monitoraggio del territorio per intervenire, in collaborazione con gli enti superiori: Comuni, Province, Regioni, Stato, alla salvaguardia soprattutto nei luoghi in cui opera.

          Volutamente sono stati elencati gli Enti a partire dai Comuni per arrivare alle competenze statali, perché in molti casi gli interventi di salvaguardia del territorio sono sostanzialmente di pertinenza locale. Questo non esclude che per interventi di ripristino dove sono avvenuti eventi calamitosi importanti l’apporto degli Enti sovracomunali sia fondamentale, come è avvenuto qui da noi, sul nostro territorio provinciale, per le frane della Valsassina a Cortenova e a Varenna, dove i danni sono stati di dimensioni notevoli sia per le persone, purtroppo, sia per le cose: aziende e abitazioni.

 

 

          Riuscire a contenere il più possibile i danni causati dal degrado ambientale può diventare un elemento qualificante per chi opera nella Protezione Civile.

          Aiuterebbe moltissimo le Amministrazioni a gestire meglio le risorse ambientali, potendo intervenire con sollecitudine e con costi contenuti quando l’evento è di ridotte entità evitando, se gli interventi fossero tempestivi e ben eseguiti, l’aggravarsi di tali situazioni con inevitabili aumenti anche sostanziali a livello economico quando il degrado prendesse un cammino irreversibile, senza contare che quando l’evento diventa disastroso potrebbe causare anche danni alle persone.

          I mezzi per intervenire preventivamente sul territorio, come si è visto all’ultimo Convegno di Varenna del 13 ottobre scorso, dal titolo significativo: “Rischio antropico e naturale: dalla cartografia e dalla conoscenza del territorio nuovi strumenti per la Protezione Civile”, sono molti e anche molto avanzati tecnologicamente e sia gli Enti di governo locali e nazionali, sia le Università che gli Enti di ricerca puntano moltissimo sulla collaborazione e in sinergia con tutte le forze in campo, perché sembra ormai chiaro a tutti che se un territorio è ben monitorato e conosciuto in tutte le sue caratteristiche, siano esse positive o negative, è più facile tenerlo sotto controllo per poter intervenire quando il danno è all’inizio e di modesta entità.

 

 

          Se invece si lasciasse il territorio senza controllo, il pericolo di incidenti potrebbe diventare, come si accennava sopra, non più controllabile con gravi conseguenze per tutti coloro che lo occupano. Perciò il compito della Protezione Civile, oltre che di intervento in caso di calamità, deve essere anche quello di monitorare il proprio territorio così da segnalare con tempestività e con competenza le eventuali anomalie notate durante le uscite ed i sopralluoghi.

          Non va dimenticato che il monitoraggio non deve solo indirizzarsi verso il patrimonio naturale: corsi d’acqua, boschi, montagne o altro, ma deve saper valutare anche quando potrebbe esserci un eventuale danno causato accidentalmente da industrie che operano con sostanze pericolose.

          Questa brevemente è solo una sintesi di ciò che la Protezione Civile potrebbe assumersi, oltre alle competenze già acquisite nel corso degli anni, e se con professionalità saprà svolgere anche questo compito che sta diventando essenziale, qualificherebbe meglio le sue forze in campo e potrebbe essere di grande ausilio per le Amministrazioni locali, provinciali, regionali e statali. Potrebbe contribuire a conservare e valorizzare al meglio il proprio territorio che è comunque e sempre un bene che ci è stato consegnato dalle generazioni che ci hanno preceduto, e di cui abbiamo anche l’obbligo di trasmetterlo alle generazioni che verranno dopo di noi, nelle condizioni le più accettabili possibili, operando dove fosse necessario per il suo miglioramento. 

 

Alcuni Membri del gruppo monitoraggio fotografati in una delle uscite

 
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Materiale riproducibile citando la fonte

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