PROTEZIONE CIVILE IMBERSAGO

Via L. Castelbarco n° 34 – 23898 Imbersago (LC)  E-mail: procivil.imbersago@libero.it 

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ORGANIZZAZIONE                                                                                        Home (à)

 

COME SONO ORGANIZZATI GLI INTERVENTI

AGENZIA NAZIONALE, PREFETTO E SINDACI SONO

I RESPONSABILI DELLA GESTIONE DELL’EMERGENZA

Le associazioni dei volontari devono fare riferimento a loro

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La protezione civile è “un servizio di gestione dell’emergenza, organizzato in termini di leggi appropriate e procedure definite, capace di contrastare l’impatto sulla comunità di qualsiasi disastro, emergenza naturale o causata dall’uomo, attraverso l’addestramento, la correlazione, la cooperazione e l’applicazione coordinata di tutte le risorse umane e tecnologiche disponibili”.

Questa è la definizione che meglio chiarisce quali dovrebbero essere la funzione della Protezione Civile. In altri termini si può dire che lo scopo principale della P.C. è la produzione di servizi diretti all’integrità fisica delle persone, alla salvaguardia dei loro beni ed alla tutela dell’ambiente dai rischi, attraverso gli strumenti della programmazione e della pianificazione.

Ma concretamente come è organizzata la protezione civile ai vari livelli?

Come si inserisce il volontariato in questa organizzazione?

 

    IN ITALIA

Con la legge del 24 febbraio 1992, n.225 l'Italia ha organizzato la protezione civile
come "Servizio nazionale", coordinato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e composto, come dice il primo articolo della legge, dalle amministrazioni dello Stato, centrali e periferiche, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dagli enti pubblici nazionali e territoriali e da ogni altra istituzione ed organizzazione pubblica e privata presente sul territorio nazionale. Al coordinamento del Servizio nazionale e alla promozione delle attività di protezione civile, provvede il Presidente del Consiglio dei Ministri attraverso il Dipartimento della Protezione civile.

 

Nella maggioranza dei Paesi europei, la protezione civile è un compito assegnato ad una sola istituzione o a poche strutture pubbliche. In Italia, invece, è coinvolta in questa funzione tutta l'organizzazione dello Stato, al centro e in periferia, dai Ministeri al più piccolo comune, ed anche la società civile partecipa a pieno titolo al Servizio nazionale della protezione civile, soprattutto attraverso le organizzazioni di volontariato.

Le ragioni di questa scelta, che caratterizza la struttura della protezione civile italiana, si possono individuare nell'incontro tra una motivazione istituzionale ed una esigenza operativa legata alle caratteristiche del nostro territorio. Dal punto di vista dell'ordinamento amministrativo, è in corso da anni un processo di riforma orientato ad aumentare il peso, le competenze e le responsabilità delle istituzioni regionali e locali, attuando e sviluppando in forme adeguate alle esigenze di oggi gli orientamenti al regionalismo e alla valorizzazione delle istituzioni locali già presenti nella Carta costituzionale.

Il sistema che si è costruito è basato sul principio di sussidiarietà. Il primo responsabile della protezione civile in ogni Comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti per fronteggiare i rischi specifici del suo territorio.
Quando si verifica un evento calamitoso, il Servizio nazionale della protezione civile è in grado, in tempi brevissimi, di definire la portata dell'evento e valutare se le risorse locali siano sufficienti a farvi fronte. In caso contrario si mobilitano immediatamente i livelli provinciali, regionali e, nelle situazioni più gravi, anche il livello nazionale, integrando le forze disponibili in loco con gli uomini e i mezzi necessari.

Ma soprattutto si identificano da subito le autorità che devono assumere la direzione delle operazioni: è infatti evidente che una situazione di emergenza richiede in primo luogo che sia chiaro chi decide, chi sceglie, chi si assume la responsabilità degli interventi da mettere in atto. Nei casi di emergenza nazionale questo ruolo compete al Dipartimento della Protezione Civile, mentre la responsabilità politica è assunta direttamente dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

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IN LOMBARDIA

Ora, con il trasferimento di molte competenze dallo Stato alle Regioni, si prende atto di una realtà operativa diffusa, e si attribuiscono alle Regioni, poteri più ampi anche per la Protezione Civile. Le Regioni giocano un ruolo importante soprattutto nella fase della previsione-prevenzione, potendo agire sui loro organi tecnici, e controllando la gestione del territorio, soprattutto su tre fattori:

1.       la prevenzione a lungo termine, agendo sui fattori urbanistici e territoriali, sviluppando politiche rigorose di protezione e conoscenza del territorio e dei suoi rischi, sviluppando la cultura di protezione civile e la formazione a tutti i livelli;

2.       la prevenzione a breve-medio termine, progettando e realizzando opere di difesa del suolo, di monitoraggio dei rischi, e di ingegneria naturalistica, per mitigare il rischio in modo concreto, nonché sviluppando la pianificazione di emergenza degli Enti locali.

3.       la prevenzione a brevissimo termine, utilizzando i più ampi e affidabili sistemi di monitoraggio dei rischi, sviluppando azioni di preannuncio e allertamento per eventi calamitosi attesi (da pochi giorni a poche ore prima dell'evento).

 

 

La Sala operativa è il cuore dell'Unità Organizzativa Protezione Civile della Regione Lombardia in quanto è il luogo dove, in situazioni di emergenza, si riuniscono i componenti l'Unità di crisi, si monitorizza la situazione in tempo reale, si preparano i report informativi, si prendono le decisioni per il soccorso.

La sala operativa è composta:

 

Ø       dallasala situazioni, all'interno della quale vi sono tutte le attrezzature per monitorare la situazione di allerta, minuto per minuto;

Ø       dallasala decisioni all'interno della quale avvengono le riunioni dellaUnità di crisi.

 

All'interno della Sala operativa è situata la Sala Radio il cui funzionamento è curato dall'ARI (Associazione Radioamatori Italiana)

 

 

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Articolo ricavato da materiale della PROTEZIONE CIVILE REGIONE LOMBARDIA

e dal DIPARTIMENTO NAZIONALE DELLA PROTEZIONE CIVILE

Per maggiori informazioni:

www.protezionecivile.regione.lombardia.it

www.protezionecivile.it

 

 

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