"Angeli Gialli, come avremmo fatto senza di voi" - Protezione Civile Imbersago

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"Angeli Gialli, come avremmo fatto senza di voi"

Il resoconto dei volontari di ritorno dall’Abruzzo
con il secondo gruppo dalla Provincia di Lecco .

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Sono tornati la notte tra sabato e domenica 2/3 maggio, erano partiti venerdì 24 aprile: Luciano Ferraglio e Paolo Lesbo hanno fatto parte del secondo gruppo di volontari della provincia di Lecco intervenuti in Abruzzo con un turno settimanale ed hanno operato nei campi allestiti precedentemente a Monticchio.



E’ stata un esperienza bellissima, ma pesante. Al momento non ti rendi conto della tensione che stai vivendo. Lavori 24 ore su 24, dedichi poche ore al sonno, per il resto sei continuamente impegnato nei vari servizi. C’è tanto da fare. Però tornati a casa, caduta la tensione, tutta la stanchezza è venuta fuori”.
Così Lunedì sera hanno cominciato, raccontando la loro esperienza agli altri volontari dell’associazione durante la consueta riunione settimanale alla sede di Beverate.
“Abbiamo continuato le attività al campo Monticchio Garden cercando di dargli una sistemazione definitiva e duratura ed abbiamo operato anche a Monticchio Campo Sportivo (detto anche Lombardia 2) che però necessitava di maggiori interventi soprattutto per far fronte alle giornate di pioggia: canaletti tra le tende per far defluire l’acqua piovana. Infatti il campo sportivo in terra battuta non era in grado di smaltire od assorbire la pioggia che defluiva dalle tende, con pericolo di allagamento delle stesse.
Nel periodo che siamo stati là, ha fatto solo due mezze giornate di sole. Alcune mattine si siamo svegliati con la neve sulle montagne intorno. Sopra gli 800 metri era tutto bianco. Le tende per fortuna ora sono riscaldate con caloriferi ad aria interni o con aria calda da scaldatori esterni. Anche le brande ora sono sostituite da letti con doghe e materassi, offerte dagli artigiani brianzoli”.



 

I volontari provenienti dalla provincia di Lecco erano 24 e si sono divisi tra i due campi. I volontari destinati al Campo Monticchio Garden (tra cui i due di Imbersago) avevano compiti di sicurezza ed assistenza agli ospiti con turni di servizio all’ingresso pedonale ed automezzi. Quando smontavano dal turno si rendevano disponibili per dare una mano là dove serviva, qualcuno al magazzino, qualcuno all’altro campo che ancora necessitava di maggiori interventi di sistemazione, in particolare si doveva le fogne.
Più il racconto entra nei particolari e più escono anche le emozioni:
“Abbiamo fatto dei servizi esterni di supporto ai Vigili del Fuoco. Abbiamo avuto modo di uscire dal campo e di vedere i dintorni di L’Aquila. Girare nei paesi aveva un qualcosa di irreale. Sembrava che ci fosse stata la guerra chimica: qua e là macerie, case diroccate. Ma anche dove le case erano su, le strade erano vuote. Nulla… solo qualche gatto … intorno tutto silenzio. Ti senti a disagio… anche il silenzio ha un rumore, di cui non sei abituato. Ti da fastidio. Poi fuori dal paese vedi delle macchie blu e man mano che ti avvicini ti rendi conto che sono tende… tante tende.. tutto il paese si è trasferito là”.



 



Qui la voce comincia ad incrinarsi, a tradire ciò che il ricordo suscita: “Abbiamo conosciuto gli abitanti di Monticchio, ospiti al nostro campo e siamo entrati in confidenza con alcuni di loro. Qualcuno ci ha confessato che ogni giorno, usciva dal campo per una passeggiata solitaria: si recava al paese ormai disabitato e si fermava ad osservare la propria casa, così senza far nulla. Non se la sentiva ancora di entrare, non se la sentiva nemmeno di interrogarsi sul futuro”.
Durante tutta la settimana infatti sono continuate le scosse e questo scoraggia le persone che non riescono a prevedere quando sarà possibile il rientro o la ricostruzione.
“Anche se alcune case sono dichiarate agibili, il timore di altre scosse scoraggia chiunque. Nella nostra settimana abbiamo sentito molte scosse, qualcuna veramente forte, con un rumore sordo che viene dal sottosuolo… viene la pelle d’oca solo al ricordo, in particolare colpisce l’espressione delle persone al verificarsi di una nuova scossa: i bambini avevano gli occhi sgranati incapaci di trattenere la paura, gli adulti distoglievano lo sguardo per non mostrare gli occhi lucidi e disperati”.
Però dal racconto emerge anche qualche bel ricordo:
“Abbiamo organizzato lo scuolabus per portare i bambini alle classi allestite sotto le tende: asilo ed elementari al Garden, medie e superiori al Campo Sportivo. I bambini inizialmente chiusi pian piano cominciavano a parlare a confidarsi, a scherzare con noi”…”Un giorno i bambini hanno avuto una gradita sorpresa: due pony, Tutti hanno voluto farci un giro in groppa”. “Quando le persone ci incontravano ci salutavano, si fermavano a parlare con noi, ci ringraziavano. La definizione che ci hanno dato è stata: Angeli Gialli caduti dal cielo per aiutarci. Qualcuno aggiungeva: ‘Come avremmo fatto senza di voi?’…. Come si fa a non commuoversi”.....

   


Sabato i volontari di Lecco terminato il turno settimanale, hanno atteso il cambio prima di lasciare il campo.
Hanno passato le consegne ed l’organizzazione dei turni, ormai efficiente ed organizzata.
Le persone ospiti del campo hanno salutato tristemente ringraziando per l’aiuto, ma anche rammaricandosi per questi cambi troppo frequenti. Purtroppo i volontari non possono fare diversamente.
Il prossimo turno dalla provincia di Lecco partirà il 9 maggio e sarà composto da 35 volontari. Il gruppo questa volta sarà più numeroso perché si dovrà partecipare anche all’allestimento del campo Lombardia 3 a Paganica: l’area è già stata individuata, la preparazione già iniziata, ma essendo un campo agricolo le opere da fare sono tante. Al termine dei lavori sarà in grado di ospitare 600-700 persone.

 
 
 
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