Esercitazione Provinciale con AIB nel Parco di Montevecchia - Protezione Civile Imbersago

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Esercitazione Provinciale con AIB nel Parco di Montevecchia

Domenica 30 novembre 2003 oltre 350 volontari di Protezione Civile e Antincendio Boschivo sono stati impegnati in una esercitazione integrata, organizzata dalla Provincia di Lecco e dal Coordinamento delle Organizzazioni di Volontariato di Protezione Civile, in collaborazione con il Parco di Montevecchia e della Valle del Curone.
L’esercitazione ha previsto operazioni di simulazione di situazioni di emergenza, con vere e proprie prove di evacuazione di abitazioni, come nel caso del Comune di Perego in via Deserto, con la ricerca nei boschi di un possibile disperso, avvalendosi del supporto di unità cinofile e interventi con l’utilizzo di un elicottero.
I volontari hanno svolto in contemporanea attività di prevenzione nell’ambito territoriale di pertinenza del Parco di Montevecchia, con interventi di pulizia degli alvei dei fiumi e dei bordi strada e con la realizzazione di viali tagliafuoco.
Si è quindi raggiunto un duplice risultato: da un lato allenare all’emergenza e dall’altro fare opera di prevenzione

 
Il ritrovo e l'organizzazione degli interventi


Lo scenario simulato era drammatico: un incendio sviluppatosi nella notte nella valle del Curone, con il passare delle ore, al mattino ha assunto dimensioni allarmanti fino ad arrivare a ridosso dei centri abitati. Era richiesto un intervento delle strutture della protezione civile della zona per arginare la propagazione delle fiamme e per evacuare le zone a rischio.

Per questo alle 7.30 sono scattate le telefonate ai vari organi competenti, come se si fosse trattato di un’emergenza vera, per organizzare un intervento immediato fino ad arrivare alle varie associazioni di volontariato della provincia. Così decine di mezzi, con uomini ed attrezzature adeguate,si sono recati al punto di ritrovo: la palestra intercomunale di Perego.
Il colpo d’occhio era impressionante: decine di mezzi con lampeggianti accesi, da cui sono scesi centinaia di uomini con le divise sgargianti, che si indirizzavano alle tende dell’organizzazione, per ripartire quasi subito con il loro compito assegnato. Il grosso delle squadre di protezione civile è stato impiegato in cantieri per la costruzione di due grosse fasce tagliafuoco larghe più di 10 metri,dove tutto quello che può costituire combustibile per l’incendio è stato rimosso.

I volontari dell’associazione nazionale Carabinieri sono stati utilizzati per evacuare e delimitare la zona. L’unità cinofila di Lomagna è stata incaricata di perlustrare la zona in cerca di possibili dispersi o persone in difficoltà. I volontari dell’ANA sono partiti per la messa in sicurezza dei torrenti della zona, ripulendo l’alveo per tutta l’area interessata


 
Il sentiero prima della cura


La chiamata di intervento per la protezione civile di Imbersago è giunta alle 8.15: sul cellulare del responsabile è arrivata la telefonata che spiegava la natura dell’emergenza ed invitava a recarsi al punto di ritrovo con i volontari disponibili e con le attrezzature necessarie.  Alle 8.25 dalla sede di via Castelbarco, nove volontari sono partiti sui tre mezzi dell’associazione: il panda 4x4, il Ducato vetrato ed il Ducato chiuso, con a bordo la nostra attrezzatura: motoseghe, tagliasiepe, decespugliatori, soffiatore e varia attrezzatura manuale. Alle 8.45 siamo al punto di coordinamento (davanti alla palestra di Perego), dove ci veniva assegnato il nostro cantiere: un tratto della fascia tagliafuoco lungo la strada forestale che dalla località Deserto di Perego conduce alla Bernaga, con il compito di pulire ai lati del sentiero tutto quello che può alimentare il fuoco.
Alle 9 si partiva al seguito di un volontario del parco del Curone (con il compito di organizzare e coordinare il nostro cantiere) in costante collegamento radio con il centro operativo) per il cantiere a noi assegnato. Alle 9.20 si è giunti in zona e si è cominciato a scaricare le attrezzature. Il coordinatore ha illustrato la zona in cui operare, ha illustrato gli ultimi dettagli ed ha verificato la l’eventuale necessità di attrezzatura. Alle 9.50 si è cominciato ad operare. Prima di tutto sono stati rimossi con tagliasiepe, roncole e falcetti tutti i rovi ed le sterpaglie che impediva qualunque altro intervento perché molto fitte infatti purtroppo il bosco da troppo tempo e trascurato. In caso di incendio, che solitamente nasce e si sviluppa come radente, queste sterpaglie sono molto pericolose in quanto alimentano ulteriormente le fiamme rendendole così alte da andare ad intaccare e coinvolgere nell’incendio anche le piante di altofusto. Con la motosega si è quindi provveduto a tagliare alla base tutti i tronchi morti e tutte le piante infestanti, tipo rubinie.

 


Attorno alle 11 ci ha sorvolato un elicottero del servizio antincendio della Regione Lombardia che trasportava il cestello colmo c'acqua, pescata dalle vasche preparate dall'antincendio boschivo del Parco del Curone. Più volte ha ripetuto l'operazione di carico e scarico. Alle 12 breve pausa per i panini, che altri volontari designati dall'organizzazione aveva provveduto a preparare.
Alle 12.30 ripresa dei lavori, continuando il lavoro di taglio dei tronchi morti, accumulando il materiale tagliato. Nel pomeriggio si è avuta sia il sopralluogo degli organizzatori per verificare il buon andamento dei lavori. Tra gli altri anche gli assessori della Provincia di Lecco, Gianmario Macchi e Massimo Petrone, ed il tecnico forestale del Parco, Massimo Merati.


Il gruppo di Imbersago


Il sentiero dopo la cura


La giornata si è conclusa con una lunga colonna di veicoli che si è diretta verso l'oratorio di Sirtori dove i partecipanti hanno potuto scambiarsi le esperienze di questa giornata e ricevere il saluto ed il ringraziamento degli organizzatori

Le fotografie dell'esercitazione
 
 
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